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Crude Oil and Gold Price Graph

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Il gadget offre i grafici del prezzo dell’Oro e del Petrolio in tempo reale e, in schede successive, in vari periodi di tempo.

Riscontri da Firenze

Firenze è un comune italiano di 352.227 abitanti della provincia di Firenze, in Toscana.
Firenze is a town and comune in the province of Firenze, in the Toscana region, Italy.

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Gadget: Previsioni meteo a Firenze

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Il gadget offre le previsioni meteo per i prossimi 5 giorni nel comune di Firenze, molto attendibile e perfetto per il footer delle pagine oppure, ridimensionato, nelle colonne a lato.
Nella prima colonna vengono date informazioni grafiche per una immediata visione del tempo atmosferico.
La seconda colonna indica le temperature minime previste nella giornata.
La terza colonna indica le temperature massime previste nella giornata.
La quarta e quinta colonna sono relative al Vento e ne indicano la direzione e la velocità.
La sesta colonna indica la probabilità di precipitazione prevista nella giornata ed in quelle successive.

Gadget: Ultime notizie

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Il gadget offre le ultime notizie su Firenze tratte dalle maggiori testate giornalistiche italiane e internazionali, per navigare all’interno di esse cliccare su indietro o avanti nel relativo riquadro. Seguire i link relativi per commentare oppure ottenere il codice per inserire il gadget nelle proprie pagine.

Gadget: Ultime da Twitter

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Questo gadget estrae da Twitter i post con l’hashtag del toponimo Firenze. I vari post scorrono in ordine di data dal più recente e mano a mano i più vecchi.

Gadget: La mappa dal satellite

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Il gadget permette di avere sul proprio sito la Gmaps puntata sul comune di Firenze. Le dimensioni ridotte la rendono di facile posizionamento sulle barre laterali delle pagine web.

Gadget: Le foto di Firenze

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Il gadget estrae dalla rete le immagini in base al loro colore predominante. Cliccando sulle tab grigie in alto vengono presentate altre foto di diversa colorazione relative a Firenze.

Gadget: I video di Firenze

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Il gadget presenta in modo random una serie di video relativi a Firenze cliccando sui link tematici: Video, WeekEnd, Meteo, Calcio, Lavoro, Banche, Sport, Santo, Natale, Auto, Teatro, Elezioni, Scuole, Tribunale, Cinema, Concerti, Festa, Cultura, Mostra, vengono mostrati nuovi video.

Gadget: La mappa interattiva di Firenze

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Le grandi dimensioni di questo gadget sono giustificate dal fatto che offre una grande quantità di informazioni sui luoghi. Oltre alla casella di ricerca classica sono preimpostate le ricerche su diverse categorie merceologiche: Hotel, Ristoranti, Bed & Breakfast, Pizzerie, Discoteche, Locali notturni, Banche, Gioiellerie, Centri bellezza, Parrucchieri, Supermercati, Farmacie. Queste categorie vengono ricercate per Firenze ed i suoi dintorni.

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Foto Sala Consilina

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Video Sala Consilina

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Widget Fase lunare

La fase lunare

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Per cogliere il momento giusto per cominciare qualsiasi cosa, riconoscere e sfruttare le forze e l’influenza della luna sulla nostra salute come si faceva un tempo, sui nostri ritmi biologici, sul nostro umore e curarsi in modo naturale per mantenere un perfetto equilibrio tra corpo e anima.

Tarocchi mazzo Marsigliese

I Tarocchi sono un tipo di carte che nasce in Europa, tra la fine del Medioevo e il Rinascimento. Formati da 78 carte dette anche lame, sono suddivisi in 2 sottogruppi: il primo è di 22 carte illustrate con figure simboliche, anticamente chiamate Trionfi, e solo dal XIX secolo, Arcani maggiori.

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Marsigliesi
Il mazzo marsigliese di solito si distingue perchè ha motivi ripetitivi sulle carte. I mazzi “marsigliesi“ sono illustrati in maniera più semplice e vengono usati anche per scopi esoterici, per la divinazione, e per giocare. I mazzi di tarocchi da gioco di solito hanno ventuno trionfi con scene della vita del XIX secolo, un Matto, e figure che assomigliano molto alle carte da gioco francesi che si usano oggi. I mazzi di tarocchi in stile marsigliese di solito mostrano arcani minori numerati che assomigliano molto alle carte con semi dei moderni mazzi di carte.
mazzo marsigliese

Estrazioni del lotto

Il gioco del lotto (o semplicemente lotto) è un gioco d’azzardo, e probabilmente il gioco a premi più diffuso in Italia. Il gioco è disciplinato dalla legge n. 528 del 2 agosto 1982 e dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 560 del 16 settembre 1996. La sua gestione è affidata all’Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie, Direzione Generale delle Entrate Speciali, che ha sede il Ministero delle Finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a Lottomatica.

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Caratteristiche del gioco

Consiste in tre estrazioni settimanali (martedì, giovedì e sabato) che vengono effettuate a partire dalle ore 20:00 per dieci ruote:
Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Nazionale.
Precedentemente al 16 giugno 2009 le estrazioni avvenivano contemporaneamente nelle dieci città italiane, una per ogni ruota, tranne Roma in cui si estraeva l’omonima ruota e quella Nazionale. Da questa data le urne, tutte automatizzate dal 2009, sono state raggruppate in tre sedi estrazionali, allo scopo di ridurre i costi di gestione e di consentire un più efficace controllo delle operazioni. Dal 16 giugno 2009, a Roma sono ospitate le urne di Cagliari, Firenze, Roma e Nazionale. Dal 23 giugno 2009, a Milano sono presenti le urne di Genova, Milano, Torino e Venezia. Dal 15 settembre 2009, a Napoli si svolgono le estrazioni di Bari, Napoli e Palermo. Ogni ruota dispone di un’urna dedicata e non intercambiabile con le altre: l’estrazione della ruota, ad esempio, di Bari avviene sempre con la stessa urna automatica e mai con altre (tranne in caso di guasto). Ciò, secondo molti esperti di lotto, è comunque garanzia di continuità statistica.
Per ogni ruota vengono estratti 5 numeri tra l’1 e il 90 senza reimmissione, nel senso che un numero una volta estratto non viene reimmesso nell’urna. L’estrazione è effettuata su tutte le ruote attraverso un’urna meccanica che mischia le palline con un getto di aria compressa e le cattura con una nicchia rotante ai bordi dell’urna.
Il gioco consiste nello scommettere sui numeri estratti sulle varie ruote.
Si può scommettere di indovinare, su una ruota, su più ruote o su tutte le ruote:
l’ambata, o estratto semplice, ovvero un solo numero (l’ordine di estrazione non conta);
l’estratto determinato, ovvero un numero e la posizione in cui viene estratto;
l’ambo, ovvero due numeri;
il terno, ovvero tre numeri;
la quaterna, ovvero quattro numeri;
la cinquina, ovvero cinque numeri.
Si possono giocare fino a 10 numeri sulla stessa scheda. La vincita è pagata a quota fissa e dipende da quanti numeri si sono indovinati, da cosa si è giocato e da quanti numeri sono stati messi in gioco.
Da Wikipedia (enciclopedia libera)

Il logo del gioco del lotto

Il logo del gioco del lotto.

Tarocchi – mazzo Stella

I Tarocchi sono un tipo di carte che nasce in Europa, tra la fine del Medioevo e il Rinascimento. Formati da 78 carte dette anche lame, sono suddivisi in 2 sottogruppi: il primo è di 22 carte illustrate con figure simboliche, anticamente chiamate Trionfi, e solo dal XIX secolo, Arcani maggiori.

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La composizione dei Trionfi marsigliesi
È questa forse la principale forma definitiva che attualmente usiamo per la divinazione. Molti tarocchi fantastici si ispirano a quelli marsigliesi. Vale quindi la pena di darne una descrizione più accurata:
I – Il Bagatto (le Bateleur). La parola ha origini latine e sta ad indicare “figura da poco”, “bagatella”, cosa di nessun conto. Rappresenta un giovane uomo con un grande cappello e abiti vistosi, posto in piedi davanti a un tavolo, su cui figurano monete, vasetti, dadi, coltelli, una borsa. L’uomo regge nella mano sinistra un bastone dorato.
II – La Papessa (La Papesse). È forse una delle figure che ha dato luogo a maggiori discussioni, dal momento che nessuna donna ha mai avuto accesso al soglio di Pietro. In taluni mazzi è stata sostituita da Divinità o altre carte. La donna ha un triregno in capo, è seduta su un trono ricoperto da un velo e ha in mano un libro aperto.
III – L’Imperatrice (L’Imperatrice). Una donna in trono, con la corona in testa, ha in mano uno scettro col globo sormontato dalla croce (da sempre simbolo di impero). Regge con la mano destra uno scudo con un’aquila araldica, e ha due ali aperte sulla schiena.
IV – L’Imperatore (L’Empereur). Un uomo barbuto, seduto in trono di profilo, con una gamba incrociata sull’altra, regge uno scettro con la destra. Sotto al Trono è appoggiato uno scudo con un’aquila araldica.La carta è evidentemente collegata col potere terreno.
V – Il Papa (Le Pape). Seduto in posizione frontale, il Pontefice col Triregno regge un pastorale a croce con tre traverse. Ai suoi piedi, di statura notevolmente inferiore, sono inginocchiati due chierici. Il Papa ha la barba canuta, probabile allusione alla sua saggezza.
VI – L’innamorato (L’Amoreux). Sotto a un grande cupido alato, pronto a scoccare la sua freccia, un giovane sta in piedi tra due figure femminili, una vestita più poveramente dell’altra. I critici sono concordi nell’identificare questa lama col mito di Ercole, che dovette scegliere tra Vizio e Virtù.
VII – Il Carro (Le Chariot). Un carro visto in modo rigidamente frontale, è condotto da un giovane guerriero incoronato, mentre trattiene saldamente due cavalli, uno blu ed uno rosso, che tendono a scartare in posizioni opposte.
VIII – La Giustizia (la Justice). È questa una delle tre Virtù cardinali citate nel mazzo, da cui manca la Prudenza. Una donna in trono regge con la mano sinistra una bilancia dai piatti allineati, e con la destra una spada. Questo Trionfo contiene in sè l’idea di equilibrio e di punizione.
IX – L’Eremita (L’Hermite). Un vecchio barbuto, appoggiandosi ad un bastone, avanza reggendo una lampada. Non si può fare a meno di pensare a Diogene che, reggendo una lampada affermava di cercare l’uomo.
X – La Ruota della fortuna (La Roue de Fortune). Questa immagine, largamente conosciuta e rappresentata nel Medioevo, raffigura una ruota sormontata da una sfinge alata con corona e spada, con due esseri mezzo uomo e mezzo animale arrampicati ai suoi lati. Già in epoca medievale la Ruota era usata per ricordare la vanità delle conquiste e dei beni terreni.
XI – La Forza (La Force). Una donna con un ampio cappello in testa chiude le fauci di un leone. È una delle tre Virtù cardinali raffigurata nel mazzo.
XII – L’Appeso (Le Pendu). Un uomo è appeso per un piede a un palo retto da nodose travi di legno. La gamba libera è piegata verso l’interno. La carta raffigura una pena praticata realmente durante il Medieovo, sia dal vero che in effige, a chi si rendeva reo di tradimento. Questo tipo di pittura, detta infamante, era solitamente affidata a mestieranti, ma a volte ad artisti di rilievo, come Sandro Botticelli e Andrea del Sarto.
XIII – La Morte (a volte lasciata senza scritta) – Uno scheletro con una falce cammina in un campo cosparso di mani e di teste. La figura è collegata con l’iconografia medievale del Trionfo della Morte molto diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento, in cui uno o più scheletri si trascinano, in fila o in una danza macabra, regnanti, Papi e altri soggetti solitamente di alto livello sociale.
XIV – La Temperanza (La Temperance). Altra virtù cardinale. Un Angelo con la veste bipartita in due zone di colore blu e rosso, versa un liquido da un’anfora all’altra reggendole entrambe con le mani.
XV – Il Diavolo (Le Diable). Un essere cornuto dal viso sghignazzante, le ali di pipistrello, i seni femminili, i genitali maschili, le gambe caprine, sta in cima a un piccolo ceppo a cui sono legati due diavoletti. Gli zoccoli e il ghigno osceno sono mutuati dalle classiche immagini greche del dio Pan.
XVI – La casa di Dio (La Maison Dieu). Una torre che ha come tetto una corona, viene scoperchiata da una lingua di fuoco, mentre due figure umane cadono al suolo e piccole sfere riempiono l’aria. La costruzione evoca la Biblica torre di Babele, talmente alta che Dio punì gli uomini confondendo il loro linguaggio.
XVII – La Stella (L’etoile). Con questa carta si abbandona il mondo umano e si entra in quello spiritualmente superiore. Otto stelle, di cui la centrale molto più grande, sormontano una donna nuda che versa per terra acqua da due anfore. Sul fondo, un minuscolo albero su cui canta un piccolo uccello.
XVIII – La Luna (La Lune). Seconda lama della serie degli astri la Luna splende rotonda in cielo ma con il volto raffigurato di profilo, mentre gocce colorate partono dalla terra verso di essa. In primo piano un Gambero, legato zodiacalmente al segno del Cancro, esce da una pozza d’acqua. Due cani ululano e due torri sullo sfondo sembrano custodire il paesaggio.
XIX – Il Sole (Le Soleil). Un grande sole radiante sparge gocce su due gemelli ritti in piedi vicino a un basso muretto in mattoni.
XX – Il Giudizio (Le Jujement). Un angelo esce da un nembo colorato suonando la tromba, mentre tre piccoli corpi sorgono da un avello Anche questa immagine, frequentissima nel Medioevo, può farsi risalire ai numerosi miti sulla fine del mondo presenti in molte religioni antiche. Il più importante riferimento è certamente l’Apocalisse di San Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento. Questa carta corrisponde all’Angelo di altri mazzi da gioco.
XXI – Il Mondo (Le Monde). La carta rappresenta una donna seminuda che regge due bastoncini nelle mani. Essa è circondata da una mandorla di foglie, mentre ai quattro lati della carta compaiono i simboli Tetramorfi degli Evangelisti: un Angelo (San Matteo) un’Aquila (San Giovanni) un Toro (San Luca) e un Leone (San Marco). La carta compendia, se pur in forma elementare due figure geometriche, il cerchio e il quadrato, che erano considerate il simbolo della perfezione.
Il Matto (Le Fou). La lama non è numerata e può essere inserita sia all’inizio sia alla fine del mazzo. Un giullare girovago, col cappello a sonagli, che regge su una spalla un fagottino con le sue poche cose, si avvia verso una strada non meglio identificata, rincorso da un cane che gli sta lacerando una calza. Una figura analoga si trova nel Tarocco del Mantegna, me è chiamato il Misero.
Da Wikipedia (enciclopedia libera)

Tarocchi la forza
Carta della Forza dei Tarocchi

Costellazione Ofiuco – Ophiuchus

Ofiuco (in latino Ophiuchus, colui che porta il serpente, serpentario) è una delle 88 moderne costellazioni, ed è anche una delle 48 costellazioni originarie menzionate da Tolomeo. Nella sua parte meridionale è anche attraversata dall’eclittica, e fra le 13 costellazioni dello zodiaco moderno è l’unica che non ha dato il nome ad un segno astrologico.

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La costellazione si estende a cavallo dell’equatore celeste, in un’area posta a nord-ovest del suo centro; questa posizione fa sì che sia visibile completamente da quasi tutte le aree della Terra, ad eccezione di quelle polari. Le stelle più luminose di Ofiuco sono ? Ophiuchi, chiamata Rasalhague, alla testa della figura, e ? Ophiuchi, visibile nella parte meridionale.
Le stelle di fondo nell’Ofiuco sono, specialmente nella regione centrale della costellazione, relativamente poche, soprattutto a causa del forte oscuramento della Via Lattea in queste regione: nella parte nordorientale in particolare, la Fenditura dell’Aquila si allarga, oscurando pure i bordi occidentali della scia galattica, mentre a sud è presente un notevole numero di nebulose oscure minori, che si sovrappongono al chiarore di fondo creando dei punti bui dalle varie forme. Inoltre le regioni centrali della costellazione sono oscurate da banchi di polveri situati sul bordo interno del Braccio di Orione, a poche centinaia di anni luce dal Sole. Il periodo adatto all’osservazione di Ofiuco va da maggio ad ottobre; nell’emisfero nord è una tipica figura del cielo estivo.
Ofiuco è raffigurato nelle stampe e negli atlanti storici come un uomo che porta un serpente. Il suo corpo divide il serpente in due parti, la Testa del Serpente e la Coda del Serpente, che sono comunque considerate una sola costellazione.

Costellazione ophiuchus

Mitologia
Dai tempi dei greci, l’Ofiuco simboleggia Asclepio, figlio d’Apollo; dal padre apprese l’arte medica e se ne impratichì a tal punto da riuscire a riportare in vita i morti. Temendo per l’ordine naturale delle cose, e per il suo regno, Ades pregò suo fratello Zeus di prendere provvedimenti, e il re dei numi, sbrigativamente, eliminò il grande guaritore. Il divino Apollo, famoso per i suoi attacchi d’ira, uccise i Ciclopi, coloro che rifornivano di saette Zeus. Capita la situazione, il padre degli dei cercò di rendere un po’ di giustizia al proprio figliolo ponendo Asclepio tra le costellazioni. Secondo alcuni qui è rappresentato Laocoonte, sacerdote troiano che manifestò atteggiamenti o stili nei confronti del grande cavallo di legno lasciato nei pressi della città dai troiani. I suoi figli furono in seguito aggrediti da due enormi serpenti marini e lui stesso perì nel tentativo di salvarli.

Costellazione Ofiuco

Costellazione Aquario

L’Aquario (in latino Aquarius, in italiano scritto anche Acquario) è una costellazione dello zodiaco, una delle più antiche conosciute; si trova fra il Capricorno a sud-ovest e i Pesci a nord-est.

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L’Aquario è una costellazione di grandi dimensioni, attraversata dal Sole da fine febbraio a metà marzo; è formata da un vasto insieme di stelle poco luminose, specialmente nella parte orientale, caratteristica che avrebbe suggerito l’idea di un’autentica “cascata” di stelline, che in effetti rappresentano l’acqua che scende a fiotti da un’urna. La parte più settentrionale della costellazione giace sull’equatore celeste, mentre gran parte di essa si trova nell’emisfero australe; nonostante ciò, è osservabile con facilità da quasi tutte le aree popolate della Terra. Nell’emisfero nord è una figura tipica dei cieli autunnali, mentre a sud dell’equatore la sua presenza nel cielo dopo il tramonto indica l’avvicinarsi della stagione estiva.
L’Aquario contiene stelle relativamente poco luminose nonostante la sua estensione, le più brillanti delle quali sono dislocate nella parte nordoccidentale; la parte sudorientale viene a trovarsi al centro di una regione di cielo povera di stelle appariscenti, così dalle aree urbane appare come una zona di cielo “vuota”. Sotto un cielo buio sono invece osservabili fino a un centinaio di stelle deboli, per lo più di quinta grandezza, molte delle quali disposte a concatenazioni non rettilinee di tre.
Dall’Aquario si originano due sciami meteorici: le Eta Aquaridi (4 maggio) e le Delta Aquaridi (28 giugno), entrambi composti da circa 20 meteore all’ora.

L’Acquario è associato a miti che si perdono nella notte dei tempi: i babilonesi furono i primi a distinguere un uomo nell’atto di versare acqua da un’anfora e lo associarono al mese delle piogge noto come “la maledizione della pioggia” (a cavallo dei nostri gennaio e febbraio). Gli egiziani lo chiamarono più semplicemente “Acqua” e lo indicavano come la sorgente prima del Nilo. Secondo gli arabi, la costellazione in questione simboleggiava un mulo con due otri d’acqua sulla groppa. I popoli d’oltreoceano, come ad esempio aztechi e toltechi vi riconoscevano il dio Quetzalcoatl, dalle forme di mastodontico uccello, o di serpe piumata.

I greci vollero riconoscere in quest’asterismo il giovane Ganimede, figlio di Troo, fondatore eponimo di Troia. Il giovane era il più bel mortale della sua generazione, e, per questo, Zeus lo volle per sé e lo rapì, portandolo sull’Olimpo in qualità di coppiere degli dei. Il sovrano olimpio scese tra gli uomini in forma d’aquila e portò a termine quanto s’era prefissato. Non mancò di ripagare Troo con una coppia di destrieri divini, che avrebbero sicuramente riportato grandi vittorie nelle gare di bighe; lo rassicurò inoltre sul futuro beato di cui avrebbe goduto il ragazzo. La bella presenza di Ganimede era vista di buon grado dai numi, che erano esterrefatti dal singolare aspetto del giovane, tutti tranne Ebe e sua madre Era. La prima perché era la precedente detentrice del ruolo di coppiera, e la seconda perché Ganimede rappresentava l’ennesima testimonianza d’infedeltà di Zeus. Al fine di evitare odiosi scontri, Zeus stesso stabilì d’innalzare il figlio di Troo agli onori delle stelle.

Costellazione Aquario

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