Archive for October 3, 2008

Tarocchi Cary-Yale Visconti

Il mazzo di Tarocchi Cary-Yale
E’ ritenuto più antico del Pierpoint-Morgan, deve il suo nome alla Collezione Cary conservata nella Biblioteca dell’Università di Yale (New Haven, Stati Uniti). Venne descritto per la prima volta nel 1831 da Leopoldo Cicognara, il mazzo apparteneva alla contessa Amelia Visconti Gonzaga; venne venduto da U. Visconti di Modrone a Melbert B. Cary nel 1947 e confluì col suo lascito alla Yale University. E’ detto pertanto anche mazzo dei Visconti di Modrone, mazzo dei Gonzaga, dei Bembo, ecc. Questo mazzo di cui sono giunti sino a noi solo 11 Trionfi, presenta notevoli peculiarità, ad esempio tre di queste 11 carte raffigurano le tre virtù teologali: Fede, Speranza, Carità. Ogni carta è dipinta su cartoncino gessato, una lamina d’oro ricopre le figure e una d’argento le carte numerali, il tutto con punzonature a losanghe. I bordi sono rosa con fiorellini azzurri. Sembra che sia stato creato in occasione delle nozze tra Filippo Maria Visconti e Maria di Savoia, cioè nell’anno 1428. Si compone di di 40 carte numerali, 10 per ciascun seme: coppe, denari, bastoni e spade (equivalenti ad un mazzo di “Naibbe”), completate da 6 figure di corte (Re, Regina, Cavaliere, Cavallerizza, Fante e Dama).

Le carte originali sono pubblicate nel sito della Beinecke Library di Yale http://www.library.yale.edu/beinecke e sono cliccabili per ingrandirle.


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Tarot of the Witches

Creato dall’artista scozzese Fergus Hall e ufficialmente chiamato Tarot of the Witches (“tarocco delle streghe”), il mazzo divenne famoso come Tarocco di 007 dopo essere apparso in un film della nota serie di James Bond, 007 – Vivi e lascia morire, del 1973. Le carte sono splendidamente illustrate in uno stile davvero particolare, sognante, dalle proporzioni distorte in chiave naif e dai colori molto intensi, riprodotti da originali dipinti in olio su tela. Le carte dei semi hanno lo sfondo verde per i Denari, blu per le Coppe, rosso per le Spade e marrone per i Bastoni.


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Tarocchi Old English

Mazzo di Tarocchi disegnato nel 1997 da Maggie Kneen la cui ispirazione deriva dall’amore per i vecchi mazzi di tarocchi e da un antico manoscritto illuminato del XIV sec. il Lutrell Psalter appartenente al ricco latifondista sir Geoffrey Luttrell.
l tema di questo Tarocco è l’Inghilterra medievale, le carte mostrano le scene della vita di tutti i giorni nei poderi, nei villaggi, nei canali navigabili. Un mazzo piacevole e ben disegnato.


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Rileva Indirizzo IP


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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Un Indirizzo IP è un numero che identifica univocamente nell’ambito di una singola rete i dispositivi collegati con una rete informatica che utilizza lo standard IP (Internet Protocol). Ciascun dispositivo (router, computer, server di rete, stampanti, alcuni tipi di telefoni, …) ha, quindi, il suo indirizzo.

Semplificando, un indirizzo IP può essere visto come l’equivalente di un indirizzo stradale o un numero telefonico dei dispositivi collegati su internet. Infatti, così come un indirizzo stradale o un numero telefonico identifica un edificio o un telefono, così un indirizzo IP identifica univocamente uno specifico computer o un qualsiasi altro dispositivo di rete o una rete. A sua volta, in una rete possono essere utilizzati altri indirizzi IP validi localmente analogamente alla numerazione degli interni di un edificio.

(…) Per conoscere il proprio indirizzo ip, subnet mask e gateway nei sistemi operativi Microsoft Windows è sufficiente digitare dal prompt di DOS il comando ipconfig (il prompt del DOS è accessibile dal percorso Start/Esegui, digitando “cmd”) mentre nei sistemi basati su Linux è sufficiente aprire una shell e digitare il comando ifconfig.

L’Internet Protocol (IP) utilizza due versioni di indirizzamento IP: IPv4 e IPv6. Quella a cui ci si riferisce quando si parla di “indirizzo IP” è la IPv4, quella più comunemente utilizzata oggigiorno.
L’indirizzo IPv4 è costituito da 32 bit (4 byte). Viene descritto con 4 numeri decimali rappresentati su 1 byte (quindi ogni numero varia tra 0 e 255) separati dal simbolo “punto”. Un esempio di indirizzo IPv4 è 195.24.65.215. Questa rappresentazione limita lo spazio di indirizzamento a 4.294.967.296 indirizzi univoci possibili. A questo numero di indirizzi vanno tuttavia sottratti i circa 18.000.000 di indirizzi che vengono utilizzati per le reti locali. Per ovviare al problema della mancanza di indirizzi IP dovuta alla costante crescita di Internet è stato inventato IPv6.

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